“Ascolta come spira l’ininterrotto messaggio
che dal silenzio si forma”
Rainer Maria Rilke
La Sublime Melodia Di Un Silenzio
L’esistenza è tutto quello che cammina verso l’indissolubile, transitando in un percorso senza serie, senza spazio, senza la preoccupazione del “sapere”… Sarebbe un “Esistere” per qualcosa, in qualcosa, o per sé stesso.
In cosa mai siamo mortali? Un libro che appassiona e fa pensare a tutta una esistenza umana e trascendentale. Una via dove il tutto e il niente si intercalano, si questionano insieme in armoniosa sintonia, amalgamando così: il chiaro e il buio, il certo e l’incerto, il vero e il falso. L “Essere o non Essere”: però qui non sarebbe solo questa “la Questione”.
Perché nell’approssimarsi alle poesie di Cesario Milo, l’interrogarsi interiore diventa una costante, involto in un’atmosfera fruttifera che ci riporta al centro di un’analisi intima, regalando al lettore la pienezza di permettersi di trovare la capacità di vedersi interiormente.
Vivere, essere mortale, immortali, poco importa, nel momento in cui l’anima poetica attraverso le sue indagini e le sue interrogative fiorisce nel poeta che, senza paura, si sommerge acclamando tante voci: ardenti, irriverenti, ironiche. In altri versi la poesia riceve senza clamore una voce di purezza accattivante e sublime. E tutto questo possiamo pensare e sentire come “l’infanzia” degli iniziali pensieri dell’esistenza.
Il Poeta declama l’onirico di un modo tanto colossale com’è per un bambino la scoperta dei primi passi, dei primi gesti verso la libertà. Cosa sarebbe per un Essere vivente non avere la possibilità d’essere libero almeno mentalmente? E Cesario canta, inonda il lettore nei mondi più profondi del silenzio, della solitudine, della fragilità e dell’ innocenza.
“ Giocando con le armi degli angeli” si riconosce e si appoggia alla “promessa di un colore”. Promessa questa in cui la poesia si lascia andare ad un immaginario melodico dove il lettore percorre campi di favola, di reale ed irreale bucolico: di tutto ciò di cui abbiamo bisogno per conoscere cosa potrebbe dare e regalare la “costellazione” e così poter sentire la libertà spaziale viva nell’ambito poetico/lirico di un poeta che si denuda davanti al mondo!
Il testimone poetico e continuo ci porta ai ricordi degli “antichi” e rimanenti sentimenti di lucidità e pazzia, proponendo all’IO interiore, nella sua fase costruttiva e fantasiosa, la voglia di sdraiarsi nella nostalgia e nella blandizia del tempo che, scolpito in ognuno di noi, rimarrà nell’intramontabile coscienza, unica, di ogni Essere.
Al penetrarsi nell’aura dimensionale dal “Gioire dell’aria”, in respiro dopo respiro, con esaltazione frazionata e amabile, accogliamo il pensiero suggerito : “ Nell’alba col cuore che manifesta la sua povera sostanza di carne, il respiro perde le coordinate (…) Folli di voglie in questa vita che non fiorisce, che le mette al rogo, benedicici cielo!” In questo attraente universo si può respirare un’aria luminosa e immergersi in una straordinaria e accogliente allegrezza.
Vittorio Veneto - Agosto 2011
Monica Martins
( Articolo pubblicato su La Gazzetta Del Mezzogiorno il 12 ottobre 2011 )
“Há sempre alguma loucura no amor.
Mas há sempre um pouco de razão na loucura”
Entre Vozes e Traços: Vive o Poeta
O universo feminino da tanto desperta deslumbre, mistério real e irreal. Sonhar com os olhos abertos, com o coração em “agonia” por um amor que passou, por uma saudade escondida ou simplesmente pelo imaginário de um vivente.
Um Ser que cantarolando através o sentimento faz unir versos e rimas. Paralelos relatados no traçar das linhas desenhadas e das palavras elaboradas à sua mais viva canção.
O “Amor” que entrelaça as fronteiras, nomeado de: Trágico, Fogo – Fátuo, Mitologico. Esse amor que se espelha na alma do poeta que canta sem cerimônia a sua nostalgia, a sua dor, a sua incapacidade de “conter” o sentimento.
Com essa experiência intrínseca Walker Lima constrói os seus poemas. Caminha por mundos seus, mundos delas, mundos onde a saudade clama ao coração uma forma de verbalizar e assim o poeta escreve, transborda a emoção e fantasia.
A realidade de um tempo vivido é solenemente exclamado em versos, às vezes rimados, outras vezes nem sempre elaborados, mas completos da verdade existente na mente poética. Quando a poesia ganha forte voz, se questiona o ser poeta: “Sou portanto o ghost-writer em busca das vertentes para melhor falar-te de amor, mas do mesmo modo que divido o pão, tenho que dividir o amor, senão pergunto: Como vou guardar o meu amor se o mundo anda na contramão? Dentro da microevolução?” E nesse contexto “fantasmagórico” onde a ilusão insulta a compaixão, a lucidez e o deixar-se sofrer em paz, o poeta como quem abandona o lar canta a sua lírica do amor ideal, do amor a dois e delineado no paralelismo de uma comunhão.
Entre amor, ideal, sonho e ilusório o ser poeta percorre com calma os seus horizontes vividos e selados na memória, como lembra Mário Quintana : é tão bom morrer de amor e continuar vivendo!” Na “contramão” da vida a poesia continua a traçar a sua tragetória, com imagens sublimes, silêncios ancorados no adormercer da utopia.
São e foram momentos! Nas estorias de vidas em que Walker, o poeta, se abandona calmamente observando as veredas de uma vida que prossegue, de um poeta que escreve para um homem que sensivel sente o gosto de despir-se ao mundo, dizendo: “Eu me alimento das letras, respiro as ideias e vejo o canto dos pássaros, me aficiono no labor, invento o abstrato e resido nele.”
Vittorio Veneto - Luglio 2011
Monica Martins
(Walker Lima – Poeta Pernambucano)